LETTERA APERTA... |
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scritta da Marco per il mese di SETTEMBRE 2010 |
Cari fratelli e sorelle, pace e bene a tutti!
Cari fratelli e sorelle, nel messaggio di fine luglio la Vergine Santissima ci confidava ancora una volta la sua preoccupazione perché troppi suoi figli, “vivono nelle tenebre e nel peccato. Molti miei figli non danno più un senso alla loro vita, vivono come se Dio non esistesse”.
Maria, Mamma nostra, la stessa preoccupazione l’ha manifestata anche nel messaggio di agosto invitandoci ad intensificare la preghiera, le Sue parole sono state: “Nuovamente vi invito a pregare per i non credenti, a pregare per coloro che non riconoscono la grandezza e l’amore di Dio. Troppi miei figli rifiutano la luce e l’amore di Dio nella loro vita, vivono e brancolano nelle tenebre. Voi pregate! Nel cuore di troppi miei figli si sta vivendo una notte profonda e tenebrosa”.
È vero, non possiamo mentire. Tantissime persone ed intere famiglie, basti guardarsi attorno, sono lontane da Dio e dalla fede, essendo il loro unico scopo di vita il divertimento e la voglia di trasgressione. Più ci si allontana da Dio, fonte di vita e di luce, più ci si raffredda. La grande preoccupazione di Maria, manifestata fin dalle Sue apparizioni a Fatima, è la perdita della fede in molti cuori, in molte famiglie ed anche in intere comunità, paesi e nazioni. Il segreto dato a Fatima ai suoi strumenti è un richiamo accorato alla CONVERSIONE, in modo particolare a TORNARE A DIO con urgenza. Anche oggi, continuando il suo “compito” di richiamo alla fede e alla santità per i suoi figli, Maria ci conferma il motivo per cui appare: “Poso i miei piedi in questo lembo di terra, per richiamare tutti i miei figli a tornare a Dio. A voi tutti il compito della preghiera, della testimonianza vera ed autentica sempre basata sulla Parola di Dio”.
Quindi l’apparizione di Paratico è un ennesimo tentativo di Dio per richiamarci a tornare a Lui. Non lasciamo inascoltata la Sua chiamata. Non lasciamo inascoltato il Suo appello.
Come ci aveva anticipato Maria nel messaggio del 1 gennaio di quest’anno, il mondo si preparava a grandi sofferenze. Il mondo soffre! La sofferenza del terremoto di Haiti, la sofferenza di alluvioni a catastrofi in America Latina, la sofferenza che ha colpito il Pakistan e l’India in questi giorni, la sofferenza della carestia in alcune regioni dell’Africa, la sofferenza per gli scandali e gli abusi che ha colpito alcuni uomini di Chiesa.
Noi ci poniamo una domanda: perché il mondo soffre? La risposta è subito data, più ci si allontana da Dio e più le sofferenze aumentano e si aggravano. Più gli uomini si credono onnipotenti e più il distacco tra il cielo e la terra diviene incolmabile. L’uomo di oggi con le sue potenzialità, sviluppate nella medicina, nella ricerca, nel commercio, ecc… non sta affatto collaborando con Dio per la trasformazione di questo mondo in un Regno di pace ed amore, cioè di un piccolo paradiso per tutti gli uomini. No, l’uomo sta aumentando il distacco tra il ricco ed il povero, sta aumentando la propria convinzione di potenza e fugge lontano, quindi, il voler far regnare una cultura di pace, fratellanza ed amore.
La Madre Santissima veglia su di noi e sul mondo intero, ne siamo certi, ma noi dobbiamo fare la nostra parte. Basta con la convinzione che, se stiamo bene noi, stanno bene tutti. Basta con la giustificazione, che spesso prendiamo, che non tocca a noi fare determinate cose.
Cari fratelli e sorelle, oggi alzo la mia insignificante voce nel dire che ad ogni livello, ad ogni posizione che occupiamo nel sociale, abbiamo una responsabilità, da cristiani abbiamo dei doveri. Lavoriamo ed adoperiamoci TUTTI per un mondo migliore, sforziamoci affinché a Dio sia ridato il posto che gli spetta e l’amore torni a trionfare nei cuori. Ascoltiamo quindi l’invito del Cielo e preghiamo per chi non crede, per chi non ha fede, affinché il loro cuore divenga più tenero alla Parola di Dio e, come ha detto Papa Benedetto XVI alcuni giorni fa, la Parola di Dio, il Santo Vangelo quindi, produca fatti, produca buoni frutti e cambi la vita se veramente è accolto.
Stringiamoci tutti sotto il manto di Maria, Lei ci ripete con tanto amore che “siete tutti nel mio cuore! Vi amo tutti!”. Con questa certezza e questa gioia camminiamo verso la santità!
Vi abbraccio tutti e nella mia preghiera assicuro un ricordo per ciascuno di voi, un ricordo particolare per i malati, per le persone povere e per tutti i bambini del mondo.
Affido alle vostre preghiere la mia persona e la missione dell’Opera di Maria.vostro fratello Marco
25 OTTOBRE 2009 FESTA DELLE OASI NEL MONDO
IL SALUTO E GLI AUGURI DEL FONDATORE
Cari
amici, dopo il mio recente viaggio a metà settembre presso l’Ospedale da
noi fondato in Africa-Cameroun, viste
anche le necessità, chiedo a tutti maggior sforzi ed impegno a favore di
questo centro sanitario che ogni giorno ha bisogno di tanto sostegno.
Dal nostro centro le notizie giungono sempre puntuali e il personale
esercita bene le proprie funzioni in base ai vari livelli occupati. La
gestione economica della grande opera sanitaria è quasi totalmente
sostenuta da noi, pochi sono i contributi che si ricavano dall’attività
di laboratorio, quindi il nostro sostegno è veramente fondamentale.
Lo scorso 6/7/8 ottobre mi sono recato nella città di
Drobeta Turnu Severin in
Romania per prendere visione della situazione e studiare il
progetto di recupero di un vecchio stabile, di proprietà della
Parrocchia Cattolica, ove l’Oasi intende, in collaborazione con la
Congregazione delle Suore che operano con noi in Africa, sostenere un
progetto socio-educativo. Qui si vuole avviare una scuola materna ed
elementare a favore della comunità e a servizio delle famiglie più
povere. In questo mio primo viaggio in Romania ho visto la sofferenza
provocata dal regime e dal comunismo in questa nazione, un ricordo nella
preghiera ed un sostegno nel loro sviluppo è un dovere per noi tutti.
In India mi informano che le forti
piogge monsoniche tengono ancora fermi i lavori di realizzazione delle
fondazioni del nuovo Ospedale ad Umden. Ci auguriamo che presto
finiscano per permettere l’avvio dei lavori. Con una lettera giunta in
Associazione l’Arcivescovo Mons. Dominic Jala ci invita a condividere la
gioia e la festa della Diocesi di Shillong in occasione dei 75 anni di
fondazione. Il giorno 8 novembre, con la presenza del Nunzio Apostolico
dell’India, le celebrazioni entreranno nel vivo della festa. Noi ci
stringiamo a loro e assicuriamo un ricordo in questa bellissima
occasione.
Al mio rientro dalla Romania, lo scorso 12/13 ottobre ho ricevuto la
graditissima visita, presso la nostra sede centrale di Paratico, di Sua
Eccellenza Mons. Jean Vincent Ondo
Vescovo della Diocesi di OYEM in Gabon.
Durante il lungo colloquio abbiamo visto insieme le grandi necessità
della zona e soprattutto della periferia della città. Frutto
dell’incontro sarà una collaborazione a favore di un progetto sanitario
a servizio dei più poveri. Il Vescovo del Gabon ha già visitato il
nostro Ospedale in Mbalmayo e chiede anche per la sua diocesi una
“grazia come quella di Mbalmayo” a favore della sua povera gente. Da
parte mia la piena disponibilità al sostegno, ovviamente contiamo sulla
provvidenza e sull’aiuto di tutti.
Carissimi amici, in questi giorni sono arrivate anche delle lettere
dalle opere da noi sostenute in Terra Santa
e certamente troveranno spazio nel prossimo periodico. Un grazie a tutti
per l’impegno profuso che deve continuare a favore degli altri.
Ricordiamoci che la carità
non è un sentimento! La carità non è una questione che oggi c’è e domani
non c’è. La carità, la carità vera, scrivetelo e ricordatelo anche
quando io non ci sarò più, la carità è il frutto dell’amore! Noi tutti
abbiamo degli obblighi verso chi soffre, non solo materiali ma anche
morali. Amare sempre!
Le notizie che mi vengono trasmesse dai miei stretti
collaboratori ed inerenti il bilancio dei primi nove mesi del 2009 però
ci devono far riflettere.
Nel 2009 abbiamo avuto soli 12 bambini adottati
a distanza da nuove famiglie di benefattori, contro i 60 degli
anni precedenti. Abbiamo avuto 20 disdette di adozioni e quindi 8
bambini in meno che usufruiscono del sostegno. Ma l’Opera non li lascia
soli… Sforzi personali, mercatini di piazza e varie iniziative ci
consentono di coprire parte di queste mancate donazioni. Facciamo fatica
però.
Anche il progetto nato sei anni fa, sì nel 2003 acquistavamo questa casa
di Paratico che è la sede centrale di tutte le Oasi nel Mondo e voglio
ripetere una volta di più che questa non è casa mia perché io abito con
la mia famiglia a 20 km da qui. Ecco, il progetto denominato
“gocce di carità” è nato per sostenere
il pagamento della rata del mutuo mensile, che è stato necessario per
pagare questa casa. Abbiamo ancora 9 anni di impegno… Ma, abbiamo
iniziato questo progetto in 30 persone ed ora siamo rimasti in 7/8…
Quante difficoltà a portare avanti ogni cosa. Confido nel vostro aiuto e
nella vostra bontà.
Confidiamo molto anche nel sostegno che mensilmente abbiamo con il
progetto della “decima della solidarietà”.
Esso è legato alla decima che troviamo nella Sacra Scrittura, il dieci
per cento dei nostri introiti che viene donato a favore degli ultimi.
Nella Bibbia lo facevano con il raccolto dei campi per esempio, noi lo
possiamo fare con il nostro stipendio. Anche questo è un modo di
ringraziamento a Dio fatto a favore dei poveri.
Di tutto quello che stiamo operando in Italia e all’estero voglio dire,
oggi in modo particolare, grazie al Buon Dio e chiedere un particolare
pensiero per l’OSPEDALE ONCOLOGICO che intendiamo realizzare qui a
PARATICO. Più i progetti sono grandi e maggiore è la fiducia che diamo a
Dio, che certamente ci sosterrà sempre.
Saluto di cuore tutti voi qui presenti, arrivati anche da lontano come
da Bari, Torino, Genova, Como, Milano, Varese, Verona per questa bella
occasione e con questo saluto voglio far giungere il mio saluto e
ringraziamento a tutti coloro che conoscono le nostre Opere e le
sostengono. Grazie di cuore. Grazie e tanti cari auguri a tutti di ogni
bene.
Marco - Fondatore delle Oasi nel Mondo
Da una sua lettera aperta...
"Io ho scelto Cristo e non mi vergogno di dirlo e di gridarlo a tutti.
Lui è tutto nella mia vita! Lui è tutto nella vita dei miei cari e della
mia famiglia! Lui non mi abbandona! Lui mi ascolta sempre! Lui cammina
con me nei momenti difficili! Lui prega con me il Padre Nostro che sta
nei cieli! Lui è la Salute quando sono malato! Lui è Gioia quando sono
triste! Lui è Forza e vigore quando sono debole! Lui è Libertà quando mi
senso legato! Lui è Vittoria assoluta quando mi sento scoraggiato ed
oppresso! Lui è la Luce vera quando mi sento nelle tenebre! Lui è il mio
unico Salvatore quando mi sento sporco e peccatore! Lui è l’Amore vero
quando ho bisogno di amore! Lui il mio Pane di vita quando ho fame! Lui
è il mio consigliere quando sono nel dubbio! Lui è la mia ricchezza
quando mi sento povero ed ho bisogno di denaro. Lui è tutto! Gesù è
tutto nella mia vita, Lui è il Cristo,
“Tu sei il Cristo, il Figlio del
Dio vivente”.